
Il progetto ha previsto la trasformazione un locale ipogeo in tre luoghi: laboratorio, magazzino, studio. Il filo conduttore è il legno di rovere con il quale è stata creata un'armadiatura disegnata sartorialmente per lo spazio, e dei pannelli divisori. La prima diventa elemento di separazione tra il laboratorio e lo studio dove ricevere clienti e fornitori. Una delle ante, aprendosi, permette di passare da uno spazio all'altro anche con oggetti e scatole di notevoli dimensioni.
Con i medesimi materiali, una nicchia viene nascosta da un elemento ligneo scorrevole, aumentando lo spazio di stoccaggio del magazzino.
L'ultimo luogo è il laboratorio dove è stato progettato un nuovo banco da lavoro unendo un mobile esistente con una penisola metallica dotata di lavandino. Un connubio funzionale per accogliere l'acqua che arriva dal soffitto tramite un tubo metallico con il pezzo finale snodabile: una scelta progettuale che permette alla committenza di realizzare composizioni floreali di diverse dimensioni avendo tutti gli elementi utili a portata di mano.