Fu Fienile

Legno. Pietra.
Borgo storico.
Una sarta, un attore. Una gatta.


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Un complesso monastico del '500, sorto ai piedi di un bosco, cela un fienile che viene riconvertito ad abitazione dove legno, pietra e arredi artigianali sono fili conduttori di un progetto di restauro.

Incastrato tra le cascine, le cantine e il monastero con chiostro, il fienile è uno dei pochi edifici non abbandonati di questo borgo storico alle porte della città.

Raggiungibile tramite una strada sterrata privata, è diviso su tre livelli: l’antica cantina voltata con i macchinari per la vendemmia e lo stoccaggio del vino; il piano terra che funge da ingresso e archivio delle scenografie ed oggetti di scena; il piano primo dove si sviluppa il resto della casa. Quest’ultimo piano si compone di due grandi spazi caratterizzati da travi nodose e di fiume, dove il soffitto, nel punto più alto, raggiunge l’altezza di 4 metri.

Il progetto tiene conto del sogno della committenza: vivere la propria vecchiaia in un luogo antico, ristrutturato con materiali naturali e interventi non invasivi, dove il legno sia protagonista e il silenzio della vita di campagna accompagni le giornate.

I due bagni sono gli unici volumi presenti, pensati come divisori degli ampi spazi del piano primo, andando a creare la zona giorno e la zona notte.

I muri portanti, in sassi di fiume e mattoni, sono stati consolidati e in alcuni punti, affiorano diventando protagonisti nei vari ambienti. Nel resto della casa, pannellature in legno fungono da rivestimento.

Il fronte nord ha mantenuto la permeabilità tra dentro e fuori, tipica delle architetture rurali, trasformando le grandi aperture utili allo stoccaggio di fieno, paglia e altri beni, in vetrate a tutta altezza. Questo fronte è, insieme a quello est, l’involucro che accoglie le persone in visita e i proprietari. Lavorazioni minime hanno permesso di riportare alla luce l’orditura in pietra della facciata nord, caratterizzata da pietre anche di 80 cm di diametro. Il portone originale a doppia anta, è stato ristrutturato e funge da oscurante per la porta vetrata di ingresso. Sopra, le grandi vetrate e le teste delle travi che sorreggono il solaio del primo primo, sono incorniciate da nuovi elementi in legno a ricordo dei montanti verticali su cui venivano fatte essiccare le pannocchie.

Informazioni

Incarico
Progetto preliminare, definitivo, esecutivo
Committente
Privato
Imprese
Edilclaudio Di Arrigo Claudio (opere edili)
Parcos Srl Costruzioni Generali (opere edili)
Professionisti coinvolti
Arch. Gabriella Mastroleo (direzione lavori architettonico)
Ing. Emanuele Crotti (direzione lavori strutture, coordinatore sicurezza)
Ing. Marco Scalari (progettazione energetica)
Fotografie
Gloria Gusmaroli, Gabriella Mastroleo, Anna Arzuffi